occhipersiperte
Uno psicologo stava spiegando come gestire meglio lo stress. Quando sollevò un bicchiere d’acqua, tutto il pubblico immaginò che avrebbe posto la solita domanda: “Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?”
Quello che invece domandò fu: “Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua?”
Le risposte variarono da 250 a 400 grammi.
“Il peso assoluto non conta, – replicò lo psicologo – dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non è un problema. Se lo sostengo per un’ora, il braccio mi farà male. Se lo sollevo per tutto il giorno, il mio braccio sarà intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa.” E continuò: “Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un momento, non accade nulla. Pensateci un po’ più a lungo e incominciano a far male. E se ci pensate per tutto il giorno, vi sentirete paralizzati e incapaci di far qualunque cosa.
(via nonfamale)

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Ero la bambina che veniva definita sempre da tutti ‘timida’, ‘troppo timida’. Mi accarezzavano le guance e sorridevano mentre lo dicevano. “Quant’è bellina, ha vergogna.” E sorridevano con la loro faccia di cazzo. Sorridevano. Cazzo c’avete da sorridere? Credete che essere timida sia bello? No, non lo è. Fa schifo. Fa schifo sentirsi sempre sbagliata. Essere timida è restare in silenzio anche quando vorresti sputare fuori fiumi di parole, è tirarsi giù le maniche della felpa coprendosi tutte le mani, è uscire sempre coi capelli sciolti per potersi nascondere dietro quelle ciocche, è non guardare in faccia le persone quando le parli, è preferire ascoltare, guardare, leggere, restar spettatore di tutto. E’ lasciarsi prendere dall’ansia anche nelle cose più banali. Crescendo ho imparato che la mia non era semplice timidezza, vergogna, qualcosa di tenero e carino, o forse lo era pure. Poi s’è trasformata in un’incurabile insicurezza. Qualcosa di terrificante